Partecipanti: 

     Piero Poccianti, Presidente Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale
     Francois Pachet, Direttore Spotify Creator Technology Research Lab
     Francesco Profumo, Presidente Fondazione Bruno Kessler
     Carlo Casonato, Componente Comitato Nazionale per la Bioetica
     Michela Milano, Vice-presidente Associazione Europea per l’Intelligenza Artificiale

Moderatore:

     Massimo Sideri, Editorialista Corriere della Sera e Direttore Corriere Innovazione
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Di Intelligenza Artificiale si parla ormai ovunque. Se ne parla nelle imprese, nelle agende strategiche dei governi, e persino nelle pubblicita’. Se ne parla spesso come di una scienza destinata a modificare il nostro modo di vivere, con grandi impatti sull’economia, sul modo di lavorare, sull’educazione, sulla sanità e forse persino sulla nostra creatività.

Nell’ultimo decennio abbiamo visto macchine che hanno imparato da sole a vincere contro i grandi campioni di GO e di poker, che sanno vincere giochi a quiz molto complessi come Jeopardy, che sono in grado di guidare un’auto o un drone con un certo grado di precisione e autonomia, di leggere una radiografia, di effettuare diagnosi mediche e molto altro ancora. Secondo alcuni studi l’Intelligenza Artificiale supera gli umani in alcune capacita’ complesse come il riconoscere gli oggetti in una foto, nel giocare a scacchi e in alcuni giochi elettronici, e nella estrazione di informazione dal testo scritto. Ci sono campi in cui se la cava ancora in modo approssimativo. Ad esempio, non e’ in gradi di tradurre da una lingua all’altra con precisione, o di spiegare le dinamiche di una foto, ma anche in questi ambiti i progressi sono molto rapidi.
In questo scenario, che impatto avranno le macchine intelligenti sulla nostra vita? Sull’economia, sul lavoro, sulla salute, sull’ambiente, sulla cultura? La rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale sara’ un’ennesima “rivoluzione industriale” o e’ gia’ un fenomeno diverso? Cosa caratterizzera’ il rapporto uomo-tecnologia negli anni a venire?
Come in tutti i cambiamenti, la conoscenza, la consapevolezza e la riflessione su cio’ che sta accadendo possono avere un ruolo fondamentale nel trasformare il cambiamento in sviluppo positivo: una macchina che sa prendere decisioni in autonomia può infatti essere preziosa, ma un’arma che decide autonomamente chi deve uccidere, o un sistema che decide autonomamente chi deve curare può avere effetti disastrosi.

Riusciremo (noi umani) a diventare così intelligenti da gestire l’evoluzione di questi sistemi?